CAPITOLO V
I CAPUCCINI A MADDALENE
Dopo quasi un secolo dall'arrivo dei frati Girolimini,
ci fu per vent'otto anni consecutive, una doppia presenza di religiosi
a Maddalene. Infatti, a fianco dei prime, troviamo a partire dal
1540 i frati Capuccini 1, che abitarono a Maddalene, a più
precisamente sul Monte Crocetta, sopra quella che oggi viene chiamata
la "Busa di Dal Martello".
Per le diverse regole che le due congregazioni religiose avevano,
non è infatti pensabile che abitassero lo stesso convento,
ma come vedremo più avantí, avevano due siti diversi,
anche se tra loto molto vicini.
Il 19 maggio 1540, il padre Matteo da Schioz, vicario provinciale
dell'ordine dei capuccini, derivazione dell'ordine francescano,
ottenne dal nobile vicentino Girolamo Lonigo, possidente con dímora
sul "Monticellus famulorum" un appezzamento di terra
sulle pendici settetrionali del predetto monte, per costruirvi
un eremo adatto alla loro regola. Padre Matteo da Schio provvide
subito ad inoltrare presso la curia vescovile 1e pratiche necessarie
per avere il permesso di dimora, ottenendo 1'autorizzazione da
Roberto de' Monti, Vicario Generale del Vescovo di Vicenza card.
Ridolfi. I Capuccini edificarono una modesta costruzione a vi
si stabilirono per attendere alle preghiere ed alla contemplazione
delle cose celestí attraverso 1'austera interpretazione
della vita francescana. Qualche anno più tardi, a cioè
nel 1565, data la troppa lontananza del convento dalla città,
i Capuccini rinunciarono al fondo
restituendolo al proprietario Lonigo, per trasferirsi in un luogo
più vicino alla città, nelle vicinanze della attuale
porta Santa Croce.
La costruzione da loro realizzata sul monte Crocetta venne quasi
interamente demolita dai nuovi proprietari insediatesi nel frattempo,
i nobili Contarini, i quali utilizzando i materiali dell'ex convento
costruirono poco più in basso la loro dimora, tutt'ora
esistente, oggi proprietà Dal Martello. Del vecchio sito
dei capuccini rimane oggi una ampia cisterna per la raccolta dell'acqua,
che serviva fino a qualche decennio fà per gli usi domestici
della famiglia Dal Martello. Questa cisterna, restaurata all'inizio
del secolo dai Dal Martello, ad un sommario esame esterno, presenta
caratteristiche simili a quelle di una cappella, e non quelle
proprie di una cisterna costruita per raccogliere le acque. Tra
le ipotesi formulate, ma da verificare, è stata presa in
considerazione quella che vorrebbe che questa enorme vasca, più
volte rimaneggiata, sia in realtà un residuo di quello
che deve essere stato il convento dei Capuccini, che una volta
abbandonato, è stato utilizzato per le necessità
della famiglia insediatasi.
Narra una leggenda che dal momento della loro partenza, i contadini
che vegliavano sui frutti dei campi, specialmente al tempo della
vendemmia, sentivano echeggiare nel vuoto convento armonie a canti
angelici, come un coro di frati che cantavano il mattutino. Qualcuno
arrivava persino ad affermare di aver visto aggirarsi per il convento
abbandonato i capuccini dalla barba fluente a dall'aspetto austero.
Anche se frutto della fantasia vivace ed esaltata dai silenzi
a dalle tenebre notturne, giova raccogliere la simpatica storiella
che attesta, sia pure indirettamente, la santità di vita
condotta da quei Capuccini nell'eremitorio di Maddalene.