CAPITOLO XIV
LA SUCCESSIONE DEI CURATI A MADDALENE DAL 1793 AL 1946
A partire quindi, dai primi giorni del 1794, Maddalene
ebbe di nuovo un prete, con il titolo di cappellano curato, collaboratore
del Parroco di S. Croce, alla quale parrocchia la curazia di Maddalene
era giuridicamente subordinata, pur se teneva propri registri
civili.
In alcune note conservate presso 1'archivio parrocchiale di Maddalene,
risulterebbe la presenza a Maddalene di un prete con il titolo
di "curato"fin dai giorni immediatamente successivi
all'allontanamento dei frati Girolimini. Al riguardo esprimo qualche
perplessità sulla attendibilità di tali note, ritenendo
assai più probabile cho il sacerdote a Maddalene altri
non fosse the un coadiutore del parroco di Santa Croce, the di
volta in volta si recava in quella Chiesa per le celebrazioni
liturgiche.
Anche l'elenco dei curati succedutisi dopo il 1794 non collima
perfettamente con gli atti ufficiali conservati presso 1'archivio
comunale di Vicenza', in base ai quali è stata possibile
la seguente ricostruzione cronologica.
Abbiamo infatti visto come il primo curato fu nominato, in accordo
con il parroco di S. Croce, espressamente dal Beregan nel suo
atto di donazione del 29 dicembre 1793 a fu don Pietro Maddalena,
ex arciprete di Caldogno, conoscente del Beregan, essendo quest'ultimo
proprietario in quel comune di notevoli possedimenti terrieri
affittati ai signori Chilesotti di Thiene.
Don Pietro Maddalena accettò 1'incarico, oltre the di curato,
anche di insegnante elementare, incarico the tramandò in
seguito anche ai suoi successori.
Questo sacerdote rimase a Maddalene fino ai primi mesi del 1805.
Infatti dall'aprile 1805 a fino al 1823 rimase a fare le funzioni
di curato don Domenico De Marchi, nato a Malo nel 1773, pure egli
insegnante.
Questo dato to si evince dalla seguente scrittura privata redatta
il primo aprile 1805 tra i Governatori della Coltura di S. Croce
a questo sacerdote:
"Con la presente privata scrittura, la quale sottoscritta
dalle parti dovrà valere e fare ed aver il suo effetto
come fatta in forma pubblica si dichiara come the li rappresentanti
della Coltura di S. Croce, cioè li Sindico, a Governatori,
con l'assenso però di chi ha facoltà di eleggere
il Curato della Chiesa delle Maddalene, accordano un religioso
in figura di Curato, quale è il signor Don Domenico De
Marchi, con li patti a condizioni seguenti:
Primo. Il detto signor Don Domenico De Marchi futuro Curato, averà
il dovere d'uffiziare la Chiesa delle Maddalene, come il praticato
a d'assistere gli infermi soggetti alla sua cura.
Secondo. Li Rappresentanti di detta Coltura dovranno contribuire
al suddetto Curato un annuale onorario di lire trecento a dieci,
diviso in quattro rate.
Terzo. Detti registranti o Governatori dovranno inoltre, somministrare
al detto Curato un annuale di biada, formento, a sorgo a ciò
in vigor di vicinia seguita li 9 gennaio 1803, cioè diciotto
staja di formento, a dicotto staja di sorgo, e questa biada, o
divisa in due volte a tre, o pure come si conveniranno le parti,
il tutto però di ottima qualità.
Quarto. La suddetta Coltura accorda al suddetto Curato di fare
una questua ossia cerca per tutta la Curazia di legna inserviente
al suddetto a di uva per far vino.
Quinto. S'obbligano pure detti Governatori, the il suddetto Curato
averà Messe coll'elemosina tassata di due lire per ogni
giorno la qual dovrà somministrata al Curato essere dalli
massari della Chiesa delle Maddalene con il soldo delle cassette
a divoti.
In fede di the le parti si sottoscrivono.
Domenico De Marchi, Curato, laudo et affermo quanto sopra.
Gio. Batta Brando mi sottoscrivo per nome a commissione del Sindico
di detta Coltura, così da esso eseguito per non saper scrivere
quale afferma e si obbliga anco sopra con la presente croce.
Gaetan Brando, governatore mi obbligo quanto sopra.
Pietro Nicolin Governatore, affermo a mi obbligo quanto sopra.
Gio Batta Brando fui presente per testimonio alle suddette sottoscrizioni,
commissioni.
Vicenzo Brando testimonio. "
Per consentire al nuovo Curato una idonea sistemazione delle sue
cose, i Governatori della Coltura di S. Croce stipularono il 10
maggio 1805 con il signor Francesco Ramanzin il suente contratto
d'affittanza:
"Affitta il signor Francesco Ramanzin alli Governatori della
Coltura di S. Croce una camera in solaro a la corte detta dei
chiostri il tutto posto nel fù convento delle Maddalene
con li patti a condizioni seguenti:
Primo. La presente affittanza durar dovrà anni dieci ed
averà il suo principio il giorno di S. Martino prossimo
a terminerà il detto tempo l'anno 1814. Secondo. Per affitto
annuo sarà obbligato alli Governatori di pagar pontualmente
al detto Ramanzin lire trentuna divise nelle solite ratte posticipate
S. Cristoforo a S. Martino.
Terzo. L'ingresso in detta camara dovrà essere per la casa
del Reverendo Curato, ed a tal effetto dovrà dalli Governatori
a proprie spese apprire una porta ed al terminare della presente
per la sua inviolabile esecuzione sarà dalle parti a da
due testimoni sottoscritta.
Gio. Batta Brando per nome di Francesco Paiusco sindico della
Coltura di S. Croce, così da esso pregato per non saper
egli scrivere il quale afferma quanto sopra, a anche per nome
dei suoi colleghi Governatori Ongaro a Pietro Nicolin.
Francesco Romanzin, affermo quanto sopra.
Bernardo Zolin fui testimonio presente.
Gianni Pomaro, testimonio. "
Fu don Domenico De Marchi, the in seguito a pressanti richieste
al Comune, ottenne nel 1823 the fossero eseguiti dei lavori di
restauro al campanile della Chiesa. Questi, in una delle lettere
inviate al Comune, comunicava the il numero degli abitanti soggetti
alla giurisdizione della sua Curazia era di circa 800 persone,
fornendoci, quindi una valutazione precisa dei residenti all'epoca
nelle contrade the erano per la precisione, quelle di Maddalene,
Moracchino, Lobbia a Biron.
A questo punto entra in scena il Comune di Vicenza, il quale con
delibera della Congregazione Municipale in data 7 aprile 1823
stabilisce the la nomina del curato di Maddalene deve avvenire
per pubblico concorso a ad opera del Comune, aperto ai preti aventi
i requisiti richiesti ed interessati alla sede curaziale.
Sempre da parte della Congregazione Municipale di Vicenza, viene
istituita con apposito decreto in data 14 dicembre 1823 la "cappellania
di Maddalene" dotata di un assegno annuo pagabile in due
rate di lire austriache 182,32 al curato della medesima.
Il primo concorso fu espletato con la nomina a curato il 19 giugno
1824 di don Cristiano Ambrosini, persona abitante in Coltura di
S. Croce e già coadiutore del Parroco di S. Croce. Molto
probabilmente era questo parente di quel don Giovanni Maria Ambrosini
the aveva aquistato anni prima dal Beregan numerosi campi al Moracchino.
Lo si evince dagli interessi the questi aveva alle Maddalene,
the gli causarono non pochi fastidi, come si legge nella relazione
inviata alla Congregazione Municipale di Vicenza dal parroco di
S. Croce the si era opposto alla sua nomina a Curato di Maddalene,
non ritenendolo degno di ricoprire tale incarico.
Lasciata vacante la curazia dall'Ambrosini, viene indetto un nuovo
concorso a successivamente affidato l'incarico di curato a insegante
a Don Domenico Gaspari the vi rimane fino alla fine del 1834.
Lasciata anche quest'ultimo la sede curaziale delle Maddalene,
viene nominato curato il rev don Costantino Lupig con delibera
in data 10 gennaio 1835. Questi rimane curato fino al 1842.
In data 20 marzo 1842, dopo aver bandito il regolare concorso,
viene nominato con apposita deliberazione il revdo don Giobatta
Fiorasi the resta a Maddalene fino al 1857, in seguito alla sua
nomina a parroco di S. Maria di Marola.
Trasferitosi quest'ultimo, viene indetto un nuovo concorso in
data 23 aprile 1857 the vede nominato curato il 10 novembre 1857
il revdo don Giovanni Maddalena, il quale rimane fino al 10 agosto
1861, essendo stato in quella data nominato parroco a s. Maria
Maddalena di Terrossa. Durante la presenza a Maddalene di questo
Curato, a precisamente nel 1858, vengono eseguiti dei lavori di
restauro a quella parte di convento adibita a canonica ad opera
del Comune.
Viene quindi nominato curato il rev do don Giovanni Panizzoni,
con delibera del 29 dicembre 1861, the tuttavia ricopre tale incarico
per poco tempo a causa delle sue precarie condizioni di salute
in seguito alle quali presenta rinuncia al posto di curato.
Bandito, quindi un nuovo concorso in data 30 novembre 1862, viene
incaricato alla Curazia di Maddalene con deliberazione del 18
marzo 1863 il rev don Bortolo Sandri the qui rimane fino alla
sua morte avvenuta nel 1892. Il Sandri chiede più volte
al Comune la sistemazione della canonica a della attigua stalla,
ottenendo tuttavia parere negativo come risulta da una delibera
del Consiglio Comunale in data 30 dicembre 1865 . Ecco al riguardo
la sua richiesta del 4 maggio 1865:
"Onorevole Congregazione municipale.
E' già noto a codesto spettabile Municipio the il curato
protempore della Chiesa delle Maddalene, in Vicenza esterno, con
cimiterio proprio a registri civili non ha alcuna rendita beneficiaria
dovendo col solo annuale sussidio di fiorini 60 di valuta austriaca,
staja diciotto di frumento a staja 18 di grano turco, the il curato
stesso percepisce dal Comune prestandosi solo alla cura spirituale
di una popolazione di 1006 anime, ed è evidente quindi
the il tenue assegno è insufficiente al decoroso mantenimento
di un sacerdote quotidianamente occupato nel disimpegno del suo
ministero.
E' pur noto alla onorevole Congregazione Municipale the la numerosa
popolazione delle Maddalene trovasi in separate famiglie a molta
distanza fra l'una a L'altra di esse una parte delle quali nelle
colline circostanti la Chiesa Curaziale, a la maggior parte nelle
lontane contrade di Biron, Moracchino, Lobia, per cui anche di
notte tempo l'ossequioso esponente Don Bortolo Sandri the da oltre
due anni a mezzo disimpegna le affidategli incombenze di curato
deve trovarsi anche sovraccarico di cure faticose a disagi ai
quali per la tenuità del sussidio assegnatogli, non ha
alcun mezzo proprio di alleviamento né di trasporto alla
visita delle famiglie domiciliate a soggette alla Curazia.
Ottenne il ricorrente verbale adesione anche dalla locale Curia
Vescovile e dal molto reverendo Parroco di S. Croce, alla cui
giurisdizione appartiene la Curazia di Maddalene.
Si produce riverente il sottoscritto alla spettabile Congregazione
Municipale, fervorosamente invocando siagli concesso un straordinario
sussidio di fiorini 100 valuta austriaca a compenso delle sostenute
fatiche ed alleviamento delle future nella cui fiducia tributa
anticipatamente li più sentiti ringraziamenti.
Dalla Curazia di Maddalene, li 4 maggio 1865. Il Curato di Maddalene
don Bortolo Sandri.
Due dati assai interessanti emergono dalla lettura di questa missiva:
il primo riguarda il numero degli abitanti della Curazia, salito
a 1006 anime contro le 800 di inizio secolo; l'altro dato concerne
"la paga" del Curato, rimasta immutata, come dai patti
sottoscritti nel 1805 tra i Governatori della Coltura diu S. Croce
a don Domenico De Marchi.
A ragione, quindi, don Bortolo Sandri chiede un decoroso adeguamento
del sussidio comunale per la sua attività di curato a insegnante.
Morto il Sandri, il 27 settembre 1892 il Consiglio Comunale provvede
a nominare curato il rev. don Giuseppe Zattera. Fu questi a chiedere
per primo 1'ampliamento della Chiesa di Maddalene, divenuta obiettivamente
troppo piccola per la accresciuta popolazione della Curazia. Fu
infatti 1'Ufficio tecnico comunale in data 15 luglio 1895 a predisporre
un apposito progetto, tutt'ora conservato in raccolta all'archivio
comunale di Vicenza. Questo progetto ottenne 1'approvazione del
Consiglio Comunale il 3 gennaio 1896, ed inoltre un contributo
di lire 1000 a fronte di una spesa preventivata di lire 4.100.
Fu proprio questa notevole differenza tra contributo pubblico
a spesa da sostenere a causare 1'abbandono da parte di don Giusepe
Zattera della idea di ampliamento della Chiesa. Evidentemente
egli si era reso ben conto della impossibilità di chiedere
alla popolazione, già in difficoltà a procurarsi
il necessario sostentamento quotidiano, di accollarsi un onere
finanziario così elevato, per di più su una struttura
the era di proprietà comunale.
Don Giuseppe Zattera rimase alle Maddalene fino al 22 febbraio
1897, essendo stato trasferito ad altro incarico. Al suo posto
fu nominato nuovo curato Don Antonio Pianezzola, la cui permanenza
fu veramente breve, tant'è the il 19 luglio 1898 fu sostituito
da don Andrea Pozzan. Anche per questo nuovo curato la permanenza
a Maddalene fu assai breve, poichè morì dopo soli
quattro anni, il 10 novembre 1902.
Dopo qualche mese, arrivò il nuovo curato Don Luigi Maltrotto,
nominato con delibera del 10 maggio 1903, ancora oggi ricordato
dai più anziani. In seguito alle sue pressanti richieste,
1'Amministrazione Comunale provvide a rifare la cella campanaria
del campanile così come è ancor oggi visibile a
venne collaudata il 22 agosto 1906. Interessante appare una lettera
datata 15 gennaio 1906 redatta da questo curato e indirizzata
al "Consiglio Amministrativo del Comune di Vicenza."
Vi si legge:
"La Curazia di Maddalene conta 1600 anime circa. Da un punto
all'altro del paese vi è la considerevole distanza di oltre
cinque chilometri. Sul piccolo campanile vi sono due campanelle
(a differenza di tutti i paesi circonvicini the ne hanno tre a
di maggior diametro.)
Queste due campanelle pesano l'una 150 chilogrammi, l'altra 210
circa; la prima fu fusa in Padova nel 1826, l'altra nel 1829.
La cella campanaria è così meschina a ristretta
the a stento ci stanno le due campane a quando occorre o attaccare
una corda o dare olio ai sacri bronzi, la persona addetta al servizio
corre sempre pericolo di cadere a restar vittima.
Il castello delle campane è ormai logoro dal tempo ed insuscettibile
ad alcuna riparazione. La popolazione, inoltre, da molto tempo
si lamentava, the a causa la piccolezza delle campane, non ne
udiva il suono a quindi non poteva regolarsi per venire in chiesa
a compiere i propri cristiani doveri: a per ovviare a tale inconveniente
reclamava continuamente campane di maggior diametro, ma la fabbricieria
mancando di mezzi procrastinò sempre ad interessarsene
pel necessario provvedimento.
Ora invece, ci troviamo nella necessità perchè il
giorno 11 novembre 1905, suonando delle due campanelle si ruppe
la maggiore, sicchè se prima si avea molto poco, ora si
ha, si può dire, quasi niente.
Premesso questo, considerando the le campane sono la vita di un
paese e the i poveri contadini non possono godere altri concerti
the quello the erompe dall'alto del loro campanile, si vede chiaramente
the la Chiesa di Maddalene, appartenente al Comune, ha bisogno
di tre campane, di castello per le medesime a di alcune modificazioni
alla cella campanaria.
La popolazione è disposta a fare quanto le sarà
possibile, ma la buona volontà, essendo di gran lunga superiore
alle forze finanziarie, così i sottoscritti pregano caldamente
il Comune di Vicenza a venire in loro aiuto con un generoso sussidio.
Ed affinchè l'on. Consiglio possa farsi un'idea di quanto
ha bisogno ed intenzione di fare la Curazia di Maddalene si unisce
alla presente il progetto delle campane, del castello in ferro
a delle modificazioni necessarie alla cella campanaria.
Sicuri the gli on. Consiglieri prenderanno in seria considerazione
la presente istanza a saranno favorevoli del loro voto nell'assegnare
un generoso sussidio, i sottoscritti anticipatamente ringraziano.
Vicena Maddalene 15 gennaio 1906. Don Luigi Maltrotto, Curato.
Secondin Cristiano, fabbriciere Forte Domenico, fabbriciere
Ambrosini Giovanni, fabbriciere Martinello Luigi
Bassetto Domenico Carolo Bortolo Carolo Modesto Carolo Gio. Battista
Motterle Emilio Fabris Antonio Ambrosini Domenico Leder Giobatta
De Munari Pietro Fabris Pietro
Fabbris Pietro Frigo Duilo Pertegato Massimo Gio. batta Porto
Devo dire the allegata a questa lettera, non ho rinvenuto traccia
del citato progetto, forse conservato in altro ufficio comunale.
Tuttavia, don Luigi Maltrotto, riuscì ad ottenere quanto
richiesto, come abbiamo potuto verificare poco sopra.
Anche per don Luigi Maltrotto arrivò il momento di essere
trasferito ad altra parrocchia, ed al suo posto a Maddalene il
18 aprile 1911 don Giovanni Dall'Armellina the qui rimase fino
al giugno 1913.
Nel luglio dello stesso anno arrivò come curato don Lorenzo
Gallo the rimase alle Maddalene per tutto il periodo della Grande
Guerra.
Ultimo curato a Maddalene fu don Simeone Bicego, arrivato il 31
maggio 1921 the cominciò a operare per la costruzione della
nuova Chiesa a Maddalene. Egli rimase nella predetta curazia fino
alla sua morte avvenuta il 14 aprile 1946.
1. Archivio Comunale di Vicenza Buste Chiesa di
S. Maria Maddalena.