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CAPITOLO XIII


LA DONAZIONE DELLA CHIESA DI S. MARIA MADDALENA ALLA GENTE DELLA COLTURA DI S. CROCE

Già è stato detto di come si sono accordati il Beregan ed il Ramanzin per 1'acquisto del convento a annesse terre. Se al Ramanzin interessa il complesso per abitarvi a le terre per lavorarle, al Beregan premeva invece, poter far rivere la Chiesa dell'ex convento a risolvere, così, le difficoltà della popolazione desiderosa di riavere un prete a disposizione. Peraltro, risultava essere questa una condizione esplicita contenuta nel cedolino di vendita del 18 maggio 1773. Impossessatosi quindi il Ramanzin della sua parte di convento, il Beregan decide di donare la Chiesa ed la porzione di convento concordata con il Ramanzin, alla gente della Coltura di S. Croce.
Lo f a con un atto pubblico redatto dal notaio Giacomo Nichele il 29 dicembre 17931 the merita senz'altro di di essere approfondito e trascritto integralmente per il modo in cui è stato steso, sopratutto nella parte in cui viene descritta minuziosamente la convocazione della "generale vicinia" della Coltura di Santa Croce, ossia il raduno di tutti i capifamiglia the avessero però compiuto i 20 anni di età.
Queste riunioni venivano convocate ogniqualvolta c'erano da discutere argomenti di interesse collettivo a per i quali evidentemente veniva richiesto il parere dei capifamiglia.
Incaricato della convocazione del 29 dicembre 1793 fu un certo Antonio Piana the svolse il compito assegnatogli comunicando agli interessati anche la motivazione della riunione.
Lo stesso notaio Nichele trascrive integralmente la ragione, ricordando the i disagi per la popolazione della Coltura cominciarono allorquando nel settembre 1772 i frati Girolimini furono allontanati dal convento di Maddalene, obbligando la popolazione del luogo a rivolgersi alla Chiesa parrochiale dei S. Croce per le loro necessità spirituali.
Precisa anche il Nichele, the era stato stabilito di assegnare un compenso al sacerdote the si fosse recato a Maddalene per le celebrazioni religiose, pur se questa presenza era limitata ai soli giorni festivi.
Ovviamente il tutto era poco più di un palliativo a dovette rendersene conto to stesso Beregan, se sollecitato dai Governatori della Coltura di S. Croce, decise di subentrare nell'acquisto del convento agli eredi di don Francesco Ferri.
Dichiara il Nichele, the quel giorno di domenica furono presenti 104 persone aventi diritto al voto, ivi compresi i Governatori Francesco Cesaro, detto Cason, a Antonio Ongaro (assente era invece il terzo, Francesco Polo: quest'ultimo personaggio to ritroveremo ancora più avanti protagonista) della Coltura di S. Croce a Giuseppe Cochio fu Bernardo a Domenico Calza per il Borgo di S. Felice a Forturiato.
Fu data lettura delle intenzioni del Beregan, dopodichè si passò alla votazione. Furono predisposte due urne, una bianca per il si a una rossa per il no, nelle quali la gente depose il proprio voto. Il responso della votazione fu di n. 88 voti favorevoli depositati nell'urna bianca a n. 13 contrari nell'urna rossa.
I voti furono complessivamente, come si può vedere, 101 anzichè 104 come i presenti: viene facile supporre the dalla votazione fossero stati esclusi i tre governatori della Coltura si S. Croce, mentre non avevano diritto di voto i rappresentanti del Borgo di S. Felice a Fortunato.
Una volta fatta la conta fu data f acoltà ai tre governatori di subentrare al Beregan nella proprietà del Convento a nome della intera popolazione della Coltura.
L'atto riporta a questo punto Titer attraverso il quale il Beregan entrò in possesso dei beni ora oggetto di donazione.
Nel documento in esame è di rilevante interesse anche il fatto the il Beregan nomini, quale primo sacerdote per Maddalene il rev. Don Pietro Maddalena, ex arciprete di Caldogno, il quale accetta 1'incarico oltre the di cappellano, anche di insegnante. Viene da supporre the questo secondo incarico sia stato concordato anche con 1'autorità comunale, poichè, anche i successori di don Maddalena riceveranno questo duplice incarico.
Per rendere più accettabile la permanenza a Maddalene del nuovo curato, il Beregan si impegna a sistemare una parte dell'ex convento in modo tale da poterne ricavare una dignitosa dimora per il nuovo inquilino. Quasi sicuramente inf atti, dopo un ventennio di totale abbandono, il convento, già di per sè vetusto a malandato (lo si può dedurre leggendo la relazione del tenente dei corazzieri Gualdo del 25 settembre 1772) doveva essere ancor più bisognoso di adeguati lavori di restauro per renderlo almeno abitabile secondo i canoni del tempo.
Il Beregan, nel suo atto di donazione, raccomanda anche di aver cura dell'intero complesso (chiesa a convento) a di mantenerlo sempre in buono stato, se possibile migliorarlo, in modo da conservare anche nei secoli a venire la testimonianza di una presenza sicuramente preziosa a Maddalene.
L'atto trascritto dal notaio Nichele termina con 1'inventario di quanto contenuto all'interno della Chiesa a del convento.
Ma ecco il testo integrale dell'atto 29 dicembre 1793 tratto dal protocollo atti del notaio Giacomo Nichele:
'7n Christi nomine amen. Correndo l'anno della santissima natività 1793, nel giorno di domenica 29 del mese di dicembre; nella Coltura di S. Croce appresso la Chiesa delle Maddalene, vicino ai chiostri di detta Chiesa, presenti Giuseppe Cocchio fu Bernardo a Domenico Calza fu Gasparo del Borgo dei Santi Felice a Fortunato LR., nel qual luogo radunata la General Vicinia di detta Coltura, al numero di cento a quattro, ordinata di Commissione delli tre attuali Governatori, col mezzo del loro sindico, Antonio Piana, the invitò le famiglie, casa per casa, per deliberare quanto segue.
Nel tempo the i rev. mi Padri Girolimini del Beato Pietro di Pisa abitavano l'ora soppresso convento ed officiavano in questa Chiesa intitolata a S. Maria Maddalena, situati si uno si l'altra, quasi al centro di detta Coltura, not tutti abbiamo goduti li benifici spirituali della loro officiatura, mentre nelli tempi di pioggia a di inverno, the ci impedivano, nei giorni di festa di recarci alla Chiesa parrocchiale esistente entro le mura della città, unanime il conforto di comodamente trasferirci alle sante funzioni, the da quelli padri venivano fatte nella Chiesa loro, ad unanime consolazione, con intelligenza dal nostro rev. do Parroco in caso di malattie ed instancabile premura di essere spiritualmente suffragati dai Padri medesimi. La mancanza di questi religiosi pose in necessità questa nostra Coltura, con assenso del nostro rev.do signor Parroco, di aggiungere un conveniente provvedimento a quel religioso prete the fu destinato dal Principe Serenissimo per la celebrazione della Messa festiva in essa Chiesa, acciò in figura di capellano curato stanziante sostenesse la cura delle anime nostre con l'officiatura di essa Chiesa, a nella nostra ocorrenza ci somministrasse gli opportuni spirituali servizi.
Trasfusa in presente la Chiesa stessa dal Principe Serenissimo in dominio e possesso del nob. homo signor Antonio Beregan, assieme con il cimiterio, campanile, campane, arredi sacri a col carico a l'obbligo di una messa festiva, molti di questi nostri abitanti colturari non rifiutarono il desiderio di supplicare, esso n. h. per la cessione della Chiesa stessa nella Coltura predetta, con li carichi ed obbligazioni incombenti allo stesso nobil homo. Dietro a tali dimostrazioni, non hanno mancato, questi nostri attuali Governatori di prestarsi possibilmente, per il contemplato oggetto, di conseguir la Chiesa stessa, umiliando, ha detto il n.h. Beregan, le più premurose istanze sopra la quale, conoscendo pienamente le occorrenze nostre, si è determinato di cedere a rinunciare la chiesa predetta, assieme al cimiterio, campanile, campane ed arredi sacri a questa nostra Coltura, aggiungendovi anche una conveniente abitazione ad use a comodo del religioso celebrante, the sarà a sue spese fatty costruire a consegnata in concio a colmo alla nostra Coltura, per essere il tutto conservato, a mantenuto a proprie spese della medesima, come dell'infr registrato abbozzo di scrittura try detto n.h. Beregan, da una e not Governatori facienti per la predetta Coltura di huomeni della medesima. Dell'altro fu accordato a convenuto, quel ora però letto, a riletto ad alta voce a nostra intelligenza, sia di nostro aggradimento. Ora però si andrà a dare auttorità a questi tre nostri Governatori, di firmare a sottoscrivere la suddetta scrittura di cessione a rinoncia, ora a chiara ed alta voce lettami, con i patti, modi, ed obbligazioni in tutto a per tutto a come nel suddetto infrascitto abbozzo.
Mandata la parte medesima alla ballottazione, furono ritrovati nel bozzolo bianco the è per il sì n. 88 voti favorevoli a nel bozzolo rosso the dice di no n. 13 contrari, sichè restò presa, non avendo votato li tre Governatori attuali.
Giacomo Nichele nodaro di Veneta Autorità.
Segue 1'abbozzo della scrittura proposta firmarsi, the fu letta a riletta a chiara ed alta voce, avanti the seguì la suddetta ballottazione.
ATTI
Passata al n. h. Antonio Beregan del n. h. Pier Carlo, in forza di cessione e rinuncia fattagli dal Principe Serenissimo con investimento firmato dall'Ill. mo Aggiunto Sopra Monasteri primo giugno passato la Chiesa intitolata a S. Maria Maddalena, assieme con la sacrestia, campanile, campane, arredi sacri, al cimiterio esistente quasi nel centro della Coltura di S. Croce di Vicenza, a the una volta era officiata dai Padri Girolimini del Beato Pietro Da Pisa, the stanziarono nel convento già soppresso contiguo, detto delle Maddalene, furono umiliatte, à detto n.h. Beregan Antonio, dai tre Governatori attuali della Coltura predetta, le più fervide istanze, acciò concorrer volesse di grazia cedere a rinunciare alla suddetta Coltura ed a huomeni della medesima, la chiesa suddetta a cose sopra specificate, pronta la Coltura stessa ed huomeni della medesima sotto reciproca obbligazione di assumere in sè tutti gli obblighi a pesi ingiunti dal Principe Serenissimo, ha detto il n.h. Antonio, a principalmente della S. Messa Festiva.
In vista però delle emergenti occorrenze di essa Coltura spirituali e temporali in cui si attrova attesa la riflessibile attenzione della Coltura stessa, cosicchè la massima parte degli abitanti nella medesima attrovansi distanti dalla propria Chiesa parrocchiale sino a due miglia circa, si è determinato detto n. h. Beregan, di concorrere nella ricercata cessione a rinuncia, anzi per dare un contrassegno del di lui buon animo, verso tutti gli suddetti abitanti colturali di ogni possibile loro bene, si è spontaneamente esibito di dare anche una sufficiente abitazione per un religioso secolare, il auale possa essere in ogni occorrenza pronto alla necessaria assistenza spirituale.
In esecuzione di che, resta con la presente scrittura privata, the sotto di esso n.h. a delli predetti tre governatori legalmente autorizzati dalla General Vicinia di detta Coltura, valera come se fosse pubblico instrumento per l'integrale sua esecuzione in tutti li patti a condizioni et obbligazioni infrascritte.
Accorda perciò esso n.h. Antonio Beregan, di liberamente cedere e rinunciare, come liberamente cede a rinuncia per se, eredi suoi a successori alla suddetta Coltura di S. Croce ed huomeni della medesima presenti e venturi la sopradetta Chiesa di S. Maria Maddalena, sacrestia, campanile, campane, ed arredi sacri tal qual si attrovano, da essere inventariati, a cosi pure cede a rinuncia al Cimiterio, appartenente alla Chiesa stessa, con tutti gli carichi ed obblighi del Serenissimo Principe ingiunti ad esso n. h. Beregan, the tutti dovranno essere da essa Coltura ed huomeni da essa sostenuti et adempiutti rispetto alla celebrazione in perpetuo di una messa festiva, quanto alla conservazione, a manutenzione di tutte le cose di sopra cesse e riconosciute in forma contabile.
Come esso n. h. Beregan si è di sopra impegnato di consignare una conveniente abitazione ad use del rev.do religioso capellano celebrante la suddetta messa festiva, così si impegna ed obbliga il medesimo n. h. Beregan di fare quanto prima quella erigere, quale consistente in una cucina a tinello a pie piano, con ceneceo sufficiente a fuoco da legna a due camere superiori con sua scala di pietra, il the tutto sarà consignato in perfetto stato senza nessuna corresponsione d'affitto, ma però con obbligo alla predetta Coltura et huomeni di dover la casa medesima per se a successori mantenere a tutte loro spese in buono et ottimo stato, a quella migliorare, ma mai peggiorare.
Dichiarando esso n. h. di intender di rinunciare, come rinuncia, a se stesso e per li eredi a successori suoi in perpetuo a sempre la nomina ed elezione del capellano curato officiante la suddetta chiesa di S. Maria Maddalena, avente autorizzazione di confessare a ciò ogniqualvolta si rendera vacante la Chiesa stessa, nominando per questo, primo capellano il rev. do don Pietro Maddalena.
La quale rinuncia a cessione di chiesa con tutta la casa di sopra attinenti la Chiesa predetta, a cosà pure la consegna della sopra dichiarata casa da' erigersi restano accettate dalli attuali tre governatori della suddetta Coltura et huomeni della medesima a per i successori pro tempore in forza dell'autorità a facoltà ad essi Governatori concedutta con la General Vicinia del giorno 29 dicembre passato, nodaro il signor Giacomo Nichele a obbligandosi i Governatori predetti autorizzati come sopra, oltre all'osservanza et obbligo di fare celebrare una messa festiva sempre ed in perpetuo, a di mantenere sempre ed in perpetuo in forma decorosa, laudabile a sussistente, tanto internamente the esternamente, la chiesa, sacristia, campanile e campane a cimiterio a così pure di tutti li occorrenti arredi sacri, the di tempo in tempo fossero per occorrere; quanto di mantenere in ottimo a perfetto stato la casa the ad use di detto rev.do Capellano le verrà eretta a consignata e the sarà migliorata, nè mai peggiorata, a ciò sotto solenne obbligazione della suddetta Coltura, ed huomeni della medesima the in forza della autorità a detti Governatori, come sopra concessa, resta insolidamente obbligata, assieme con li successori, con beni presenti a venturi.
Le quali cose tutte promettono le parti suddette di rispettivamente attendere ed eseguire sotto reciproca obbligazione di loro stessi a successori e beni presenti a venturi, in fede di the le parti di sottoscrivono.
20 febbraio 1794 Veduti, incontrati a licenziati in fede Vincenzo Borgo.

INVENTARIO
In nomine Christi Amen. Correndo l'anno della Santissima Sua natività 1794, indizione XII, giorno di mercoledì 2 del mese di aprile; in Coltura di Santa Croce, nella Chiesa detta delle Maddalene, presenti Giacomo Ramanzin di Giovanni, gastaldo del N. H. Antonio Beregan, a Francesco Sbailea di Angelo I.R.
Dove fui fatto chiamare io nodaro pubblico di Veneta Autorità da Francesco Cosaro, detto Cason, a Antonio Ongaro, Governatori attuali di detta Coltura, ma non da Francesco Polo, massaro della Chiesa suddetta, per inventariare gli infrascritti arredi sacri, ed altri oggetti lasciati in detta Chiesa al tempo della soppressione del convento delli reverendi padri detto delle Maddalene, a prima.
Conferitomi nella sacristia: un calice con sua patena argento parte dorata; Pianette n. 5, colori diversi, con suoi noli, borse a corporali; camici n. 2 usati con i suoi cingoli; n. 2 cotte da prete,

  • messali n. 3;
  • Un armadio nogara, con suoi canti, con serratura a chiavi;
  • Un armaretto albero, un troneto da esponere;
  • Un armaretto con pittura di S. Maria Maddalena;
  • Una croce sopra detto armaro di nogara, con due angioli il tutto legno colorito;
  • due caregoni nogara antichi;
  • le tende alle finestre;
    nella 2a sacristia
  • un antico armaro di pesso vecchio;
  • una tavoletta nogara, uno sgabello nogara; un ginocchiatoio pesso;
  • un crocefisso legno; due reliquiari legno;
  • una cassetta di legno per l'aspersorio;
  • la navada con suoi vetri
  • due preparatorii per la S. Messa;
  • due croci da morto;
  • la porta con serratura a catenazzi;

Conferitomi nella Chiesa
nel coro dietro l'altar Maggiore:

  • 4 banchi a schiena di nogara con cimose intagliate;
  • un armadio di nogara et uno di pesso;
  • un capitelo di pietra, con colonne di marmo con pala con immagine di S. Maria Maddalena;
  • Altare Maggiore, con custodia, sei tavolette, candelieri legno argentati;
  • quattro calve vecchie, le coltrine tela verde alle due finestre;
  • due banchette di nogara, uno scagnello di pesso, un campanelo;
  • Brazzi di N.S. ferro lavoratti, la porta di nogara, a portale pure in nogara;
  • un pulpito con sua scala in legno, schenale tela rossa, con baldacchino legno a tela, con crocefisso alla parete;
  • un altare pietra con pala del Crocefisso, con scorza dorata;
  • 4 candelieri a croce di ottone, con candele, tovaglia a coperte nuove, con cussini, campanello a lampada in ottone;
  • Altro altare di pietra con colonne marmo rosso, con n. 4 candelieri a croce, il tutto ottonre, con tovaglia a coperta verde con candele, cussini colarati, lampada ottone, a suo campanello a due angeli di pietra alle parti;
  • una pila d'acqua santa di pietra viva, un'altra pila di marmo alla porta;
  • n. 12 banchi di nogara, n. 4 scagni di nogara; n. 4 careghe di nogara;
  • due banchi albero a due pesso; un crocefisso grande sopra la porta maggiore;
  • la navata in detta Chiesa, con vetri tondi;
  • n. 10 statue di pietra intorno a detta chiesa; n. due confessionali di nogara;
  • n. 4 sepolture, una de quali della Chiesa a due da particolari;

Conferitomi sotto il coro:

  • un catafalco nero da morto; nel campanile due campane, una grande e una mezzana;
  • un campanello il tutto con sue corde; una scaletta di legno;

nel cimitero

  • la sua porta di pesso, con serratura a catenaccio, una croce di legno;
  • n. 3 porte nella suddetta Chiesa con sue serrature a catenacci in ferro;
  • una portina di pesso alla porta maggiore, il soffitto di detta Chiesa di legno
    con cassinali;

sotto la loggia

  • una sepoltura dei signori Conti Vale.

f. to Giacomo Nichele nodaro V.A.
Con la donazione della Chiesa a della porzione di convento alla gente
di Maddalene, la vicenda testè narrata si chiude definitivamente, a si apre una nuova fase the culminerà, più avanti, con la costituzione della cappellania di Maddalene.
Il convento vero a proprio a la casa colonica attigua tutt'ora esistente (trattasi della ex abitazione Cadaldini, di proprietà Morselletto) subiranno vari passaggi di proprietà a purtroppo una totale trasformazione.
L' 11 aprile 1800, infatti, il notaio Pietro Fantoni2 trascrive un atto di vendita con il quale Francesco Ramanzin cede a suo fratello Giacomo una pezza di terra di 3/4 di campo a la colombara esistente presso la casa colonica sopra citata.
Otto anni più tardi, il 27 gennaio 18083, Francesco Ramanzin acquista i diritti di proprietà su parte del convento a terreno dai fratelli Polo, eredi di Francesco Polo, governatore della Coltura di S. Croce, i quali avevano ottenuto 1'investitura della loro proprietà proprio dal Beregan, anni prima.
In conseguenza di quest'ultimo atto, redatto sempre dal notaio PietroFantoni, i fratelli Ramanzin Francesco a Giacomo diventano proprietari dell'intero convento a dei terreni attigui. La necessità di rendere consona alla nuova attività agricola 1'edificio, comporta, purtroppo, notevoli modifiche alla struttura del complesso, quali 1'abbattimento delle porte d'ingresso al convento a nord e a sud come risulta chiaramente confrontando le mappe napoleonica del 1815 a quella austriaca del 1845.4
La ricerca sui vari passaggi di proprietà succedutesi nel secolo scorso, si ferma qui. Dell'intero chiostro, oggi rimane soltanto il lato est a quello attiguo alla Chiesa, mentre gli altri due lati sono stati progressivamente inglobati nelle varie ristrutturazioni susseguitesi nel corso di questi ultimi cinquant'anni.
Gli studi di fattibilità del recupero di ciò the rimane dell'ex convento di Maddalene, affidati al corso di restauro dell'Istituto Canova, sono stati recentemente portati a termine, grazie alla preziosa collaborazione dell'architetto Giuseppe Steccati, coordinatore del predetto Corso di restauro. Non rimane quindi the attendere 1'inizio vero a proprio dei lavori di restauro, anche se presumibilmente, richiederanno ancora parecchio tempo.
A.S.VI. Fondo Notai not. Giacomo Nichele, alla data. A.S.VI. Fondo Notai not. Pietro Fantoni alla data. A.S.VI. Fondo Notai not. Pietro Fantoni alla data. A.S.VI. Catasto Napolenico ed Austriaco.